08/01/2015 CIR food ad EXPO 2015: intervista a Giuliano Gallini

CIR Food, azienda di ristorazione che da oltre 40 anni nutre l’Italia, servendo ogni anno 76 milioni di pasti presso scuole, ospedali, aziende e locali commerciali, ad Expo 2015 avrà un ruolo di grande responsabilità. Come è stato annunciato a Milano il 18 Dicembre, infatti, L’Esposizione Universale le ha affidato in gestione i servizi di ristorazione: 20 locali tra bar, ristoranti e quick service, con cui l’azienda soddisferà le richieste degli oltre 20 milioni di visitatori attesi all’evento.
Come si prepara a questa importante opportunità? E quale contributo intende apportare al dibattito che coinvolgerà l’intero pianeta? Lo abbiamo chiesto a Giuliano Gallini, direttore commerciale e marketing di CIR Food.
 
L’Italia si prepara ad un evento che catalizzerà l’attenzione mondiale: Expo 2015, durante il quale si parlerà del futuro dell’alimentazione, e al contempo del futuro del pianeta. CIR Food parteciperà a questo storico dialogo tra le nazioni. Può spiegarci in che modo futuro del cibo e futuro del pianeta entrano a far parte dello stesso dibattito?
 
Giuliano Gallini: L’Esposizione Universale di Milano 2015 è una grande opportunità per l’Italia. Il suo tema, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita è – tutti saranno d’accordo – di fondamentale importanza per noi e per le generazioni future. L’Esposizione non sarà solo un evento economico e commerciale: ma sarà (io dico: dovrà essere) un grande appuntamento culturale e geopolitico. Guai dovesse ridursi a una fiera, o peggio a una sagra! C’è bisogno che in quei sei mesi il mondo si interroghi sulle contraddizioni alimentari: sulla presenza di popoli denutriti e di altri obesi, sullo spreco di cibo, sulla sostenibilità delle pratiche agricole, sulla sicurezza alimentare. Su quale modello di produzione alimentare abbiamo bisogno per affrontare la crescita della popolazione mondiale mantenendo la salute del pianeta e la sovranità alimentare dei popoli.
 
CIR Food ha voluto partecipare da protagonista all’evento perché contribuisce a nutrire l’Italia. Con i suoi 11.000 collaboratori diretti, 500 milioni di fatturato e più di 1000 cucine gestite in tutta Italia CIR Food è sempre alla ricerca di soluzioni naturali, sicure, poco costose per servire i bambini che mangiano a scuola, i pazienti in ospedale, gli operai nelle mense delle fabbriche e tante altre comunità. Per questo motivo, organizzeremo diversi momenti di discussione pubblica su temi scottanti, a cominciare dal modo in cui la pubblica amministrazione acquista questi servizi dai privati (le gare d’appalto), proprio per fare entrare idee a Expo, non solo cibo.
 
Quale contributo intende apportare CIR Food a questo momento di riflessione?
 
G. G.: Pensiamo di avere qualcosa da dire su come nutrire bene l’Italia, con quali soluzioni a basso costo e basso impatto ambientale. CIR Food non è né fast foodslow food, pur riconoscendo ragioni a entrambi questi due modelli di ristorazione. É un’azienda che da sempre produce un cibo buono e conveniente, un modello alimentare che abbiamo chiamato cibo sincero, racchiudendo in questa definizione alcuni dei valori che ci guidano: rispetto dell’ambiente, dei clienti, prezzi ragionevoli, rispetto della legalità senza scappatoie, valore che nel nostro settore non è purtroppo molto praticato. Last but not least, la convinzione cha la salute comincia nei campi, ma continua nella cucina.
 
Expo 2015 è cominciato male: episodi di corruzione, sprechi. Noi abbiamo accettato di farne parte perché, nonostante la falsa partenza, ci crediamo. Ci dobbiamo credere. Abbiamo chiesto la massima trasparenza in ogni fase del nostro rapporto ed è fonte di orgoglio per noi che il contratto che abbiamo firmato sia stato approvato dall’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone.
 
In quale altro modo, oltre che con le proprie idee su come nutrire l’Italia, sarà presente CIR Food ad Expo 2015?
 
G.G. : Saremo un concessionario ufficiale perché gestiremo quasi una ventina di locali tra bar, quick service e ristoranti che saranno al servizio dei visitatori. Qui faremo valere la nostra lunga esperienza nella ristorazione commerciale. Gestiamo infatti più di ottanta pubblici esercizi ubicati in zone industriali, direzionali, centri commerciali, centri città e la nostra presenza a Expo ci servirà per rilanciare la nostra proposta su questo specifico segmento di mercato. Offriremo menù italiani, freschi e naturali a prezzi popolari. I nostri migliori cuochi, baristi, camerieri, progettisti di menù saranno al lavoro da maggio a ottobre 2015 per far fare bella figura all’Italia davanti a visitatori provenienti da tutto il mondo.
 
C’è una connessione tra la partecipazione di CIR Food a Expo 2015, e le nuove strade che Il Giornale del Cibo vuole intraprendere?
 
G.G.: Direi che, dopo tutto quello che ci siamo detti, la connessione sia evidente. Prima di tutto il tema: Nutrire il pianeta, Energia per la vita è un tema che da quando esiste Il Giornale del Cibo è sempre stato tra quelli che hanno appassionato di più i nostri lettori. E come Expo non deve essere solo un momento commerciale o un luogo dove gustare prelibatezze, ma un luogo di confronto serrato sul futuro del nostro pianeta, così Il Giornale del Cibo non sarà più solo uno dei migliori magazine on line di ricette e gastronomia, ma uno spazio per discutere a tutto campo di alimentazione.
 
Al termine di questa interessante e costruttiva chiaccherata, siamo sempre impazienti di assistere a questo colossale evento, certi dei benefici che il futuro dell’alimentazione trarrà dal dibattito.
 
A CIR Food, non resta che fare un augurio di cuore: vincere con successo questa delicata sfida: offrire ad Expo 2015 un valido e genuino esempio del modello alimentare italiano.