01/02/2013 La via cooperativa al lavoro multietnico

Si intitola “Lavorare insieme. Imprese cooperative, climi lavorativi e immigrazione” il volume che raccoglie le testimonianze di una ricerca condotta in alcune cooperative di Reggio Emilia fra cui CIR food.

Come gestire le relazioni lavorative fra gruppi culturali diversi? Per rispondere a questa domanda lo scorso anno l’Università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con Legacoop Reggio Emilia e Boorea ha condotto un’indagine fra i lavoratori stranieri di CIR food, Coopservice e Unipeg. Al centro dell’inchiesta è stato posto il modello cooperativo come matrice di integrazione utile al benessere del singolo e dell’impresa.

Da questa ricerca è nato il libro “Lavorare insieme”, pubblicato da Guerini editori e curato da Dino Giovannini e Loris Vezzali del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane. I due studiosi spiegano nell’introduzione come l’indagine di partenza sia diventata un’occasione per riflettere sull’attualità dei valori cooperativi, che in ogni contesto mettono al centro la persona e le sue esigenze.

Sono numerosi gli esempi di convivenza fra lavoratori di diversa etnia presentati nel libro. Per quanto riguarda CIR food, si passa dai turni di lavoro riorganizzati per rispettare il periodo del Ramadan alla cuffia particolare per sostituire lo chador musulmano, dai corsi di lingua italiana alle cene multietniche fra dipendenti in cui i colleghi stranieri sono invitati a condividere le loro tradizioni alimentari. Proprio sui menu CIR food è riuscita a giocare una carta importante di integrazione e produttività: i cuochi stranieri sono saliti in cattedra per corsi di formazione di cucina etnica, sempre più richiesta nei capitolati di ristorazione collettiva.

La società sta cambiando e l’impresa cooperativa si evolve con essa – afferma Chiara Nasi, Vice Presidente di CIR food – L’integrazione sul posto di lavoro e la valorizzazione delle risorse umane sono nel nostro DNA e prescindono da qualsiasi etnia o nazionalità. In questo ci aiuta anche il nostro settore, nel quale si insegna che “Ogni ricetta non è altro che la mescolanza di ingredienti diversi, che diventano una sola cosa, si integrano”.

Sono tre i lavoratori stranieri che racconteranno la loro storia di integrazione nel corso della presentazione del volume “Lavorare insieme”: Fatiha Ait Safar di CIR food (nella foto), Altin Stenaj di Unipeg e Mina Arouch di Coopservice. Durante la sua testimonianza, Fatiha Ait Safar socia dipendente CIR food ha così raccontato la sua storia: “…ho provato tanti lavori e preferisco di gran lunga essere dipendente di una cooperativa come CIR food, perché oltre a garantirmi un lavoro sicuro mi fa sentire parte di una grande famiglia, tutelandomi e sostenendomi nelle malattie e in maternità, come ora che aspetto il mio secondo figlio”.

"Di fronte alla crisi drammatica che sta penalizzando la nostra società, la cooperazione si riafferma come possibile modello alternativo, basato sul “fare insieme”, sulla valorizzazione delle persone e del loro lavoro, per costruire un’economia più sostenibile e lasciare ai nostri giovani una società più equa" – conclude Simona Caselli, Presidente di Legacoop Reggio Emilia.