Fossoli - Visita al Campo di Concentramento

INIZIATIVA RISERVATA AI SOCI E LORO FAMIGLIARI

SABATO 28 GENNAIO 2017

CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI FOSSOLI - CARPI e MUSEO MONUMENTO AL DEPORTATO

Ci troviamo alle ore 13:45 in Via Remesina Esterna 32, 41012 Fossoli di Carpi per la visita guidata che proseguirà al Museo Monumento al Deportato in Piazza Martiri a Carpi.

L’iniziativa è gratuita e le prenotazioni si accettano fino a martedì 10 gennaio 2017 all’Ufficio Soci Sig.ra Angela 059/317602, mail a.auriemma@cir-food.it,  oppure   a.salvatore@cir-food.it

Dal sito della Fondazione:

A circa sei chilometri da Carpi, in località Fossoli, è ancora visibile il Campo costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici. Nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa Campo poliziesco e di transito (Polizei und Durchgangslager), utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti. I circa 5.000 internati politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come destinazioni i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück. Dodici i convogli che si formarono con gli internati di Fossoli, sul primo diretto ad  Auschwitz, il 22 febbraio, viaggiava anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di "Se questo e un uomo" e nella poesia "Tramonto a Fossoli". Fossoli è stato il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall'Italia.

Inaugurato nel 1973, il Museo Monumento al Deportato è una struttura unica nel suo genere, frutto dell'impegno civile di artisti che furono anche testimoni degli avvenimenti che rappresentavano. Già nella metà degli anni '50 l'amministrazione di Carpi, guidata dal primo sindaco Bruno Losi, diede vita a un comitato composto dagli enti locali, dalle comunità ebraiche, dall'ANED (Associazione nazionale ex Deportati) e dalle associazioni combattentistiche, per ricordare i deportati nei lager.In tale modo si intendeva tradurre il ricordo, ancora vivo nelle superstiti strutture del vicino Campo di Fossoli, in costante monito per il futuro