14/10/2015 'Il Gusto della Visione': presentazione del libro/catalogo

Mercoledì 21 ottobre 2015 alle ore 18.00 presso la sala Agorà della Triennale di Milano sarà presentato dal Professor Claudio Cerritelli, docente presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, il libro/catalogo Il Gusto della Visione curato da Vittoria Surian edito da Eidos e promosso da CIR food. Nel corso dell’incontro ci onorerà della sua presenza e interverrà fra gli altri il maestro Gillo Dorfles, che ha esposto una sua opera alla mostra in Expo.

Opere di artiste italiane contemporanee tra le più affermante sono state vicine per tutti i sei mesi di Expo 2015 all’atto quotidiano del mangiare, suggerendo al visitatore di concedersi una pausa di riflessione sul significato che il nutrire può assumere in una dimensione simbolica, offrendogli visioni piacevoli e misteriose, cariche di rivelazioni estetiche ma anche di assunzioni di libertà poiché il concetto di gusto è forse l’unico su cui si possa far leva al fine di un immediato e significativo giudizio critico dell’opera d’arte. Lo affermava nel suo libro del 1958 “Le oscillazioni del gusto”, Gillo Dorfles, del quale si può ammirare in mostra un suo piatto in ceramica del 2013. 

Tutte le opere sono state raccolte in un libro-catalogo che racconta la storia di questa mostra speciale e che sarà presentato alla Triennale di Milano. Un’occasione per riflettere sui temi cruciali di Expo con il cannocchiale dell’arte, come ricorda la Presidente di CIR food, Chiara Nasi: “Con questo progetto abbiamo cercato di avvicinare l’arte al grande pubblico, proponendo il filo conduttore del gusto per comprendere meglio il significato del nutrire. Fare ristorazione per noi significa anche questo: aiutare le persone ad avere maggiore consapevolezza dell’alimentazione e dei suoi risvolti culturali”.

Il libro-catalogo Il Gusto della Visione si avvale del contributo di Antonia Arslan, Marino Niola e Patrizia Castagnoli, che da tre prospettive diverse accompagnano le artiste, evocandone le creazioni. 
Lo scritto di Antonia Arslan è dedicato al poeta Daniel Varujan e all’Armenia, alla grande nostalgia per un mondo di cui il poeta traccia un “affresco diventato il simbolo della vitalità e della rinascita del popolo armeno, in lotta contro i cupi fantasmi della tragedia del genocidio”. La scrittrice scopre alcune corrispondenze emotive e spirituali della poesia di Varujan germinate dalla sua terra con la preziosa e feconda creatività di alcune artiste in mostra: Pinuccia Bernardoni, Maria Lai, Paola Levi Montalcini.
Marino Niola, allacciandosi al tema dell’EXPO, ci parla della trasformazione della natura in cibo e cultura, di come il cibo sia indissolubilmente legato, oltreché alla sopravvivenza dell’uomo, ai simboli, alle relazioni sociali e alle tradizioni religiose di una società. Sottolinea come Mirella Bentivoglio, Marina Sasso, Marilena Sassi e Maria Savoldi le cui opere sono esposte  sulle tavole guardino, tramite la loro arte, al mondo naturale e agli alimenti in forma allegorica, diventando le porta voci di problematiche e interrogativi legati alla contemporaneità.
Patrizia Castagnoli riprende il legame archetipico dei simboli della Dea Madre preellenica e del mito, sottolineando come gli stessi continuino a fermentare nella memoria collettiva e in particolare in quella delle artiste contemporanee, riscoprendo il rapporto indissolubile e mimetico della donna con la natura e con la forza generativa dell’arte: vedasi le opere di Sara Campesan, Elisa Montessori, Gabriella Benedini, Cloti Ricciardi, Renata Boero, Giosetta Fioroni.