15/10/2013 Non aiuti ma una politica seria

Intervista a Fabrizio Bolzoni, Presidente di Legacoop Servizi, sui temi attuali più caldi che riguardano anche le imprese di ristorazione e le cooperative di lavoro.

D: La cooperazione nei servizi è ancora trainante nell’offerta di lavoro o sta arrancando?

R: Il nostro sistema di imprese, anche se in modo più graduale rispetto a certi settori manifatturieri, vede un forte rallentamento dell’offerta di opportunità di lavoro. Le situazioni sono diverse da comparto a comparto. Nel pubblico, ad esempio, la “spending review” in ambito sanitario non è stata indolore e in varie realtà si è dovuto procedere a riduzioni di orario e a ricorrere a procedure di mobilità. Nel settore privato, la crisi economica ha portato a chiusure e drastiche riduzioni che, inevitabilmente, sono andate a riverberarsi sui fornitori esterni di pulizie, logistica, ristorazione, ecc.

Un elemento che esemplifica molto chiaramente questa situazione è rappresentato dalla sensibile riduzione del turn over in molte nostre cooperative, che solo fino al 2008/2009 era molto più elevato. Oggi, sono le liste di richieste di assunzione ad essere molto lunghe, anche per ruoli e funzioni con profilo professionale medio basso.

D: La politica italiana continua ad essere dominata da vicende che non riguardano la crisi e le misure per uscirne fuori. Anche se un po’ sotto traccia, qualche aiuto alle imprese cooperative vere può arrivare? Cosa può dirci in proposito?

R: Sono fermamente convinto che l’instabilità politica che caratterizza il nostro paese (ormai da diversi anni e in modo pesantissimo in quest’ultimo periodo) , rappresenta la più grande zavorra e il principale ostacolo ad una possibile ripresa del sistema paese nel suo insieme. La conclamata incapacità delle istituzioni di produrre le riforme di cui c’è urgente bisogno, a partire da una decente legge elettorale, crea un clima di paralisi che si riflette nel quotidiano delle aziende, oltre che dei cittadini. Per questa ragione penso che non dobbiamo aspettarci “aiuti”. Penso anche che il sistema cooperativo non abbia bisogno di sostegni specifici, ma di una politica seria che sia in grado di portare avanti progetti di investimento a lungo termine, che dia certezze sul piano giuridico e fiscale. Questo sarebbe l’aiuto più grande, per le imprese cooperative e non.

D: Lo Stato, nelle sue varie articolazioni ce la fa a pagare i fornitori? C’è qualche speranza? Si parla tanto delle piccole imprese, ma le cooperative, che hanno un peso così importante dal punto di vista dell’occupazione, come sono messe?

R: I provvedimenti sul tema del ritardo dei pagamenti, che è stata una delle battaglie più forti portata avanti dalla nostra associazione in questi ultimi anni, hanno visto una svolta ”potenzialmente” positiva nel corso dell’ultimo anno. Ho usato le virgolette perché, in realtà, sul pagamento del pregresso si vedono ancora, ad oggi, segnali positivi timidi; tuttavia dovrebbe esserci un reale miglioramento entro dicembre. La questione di fondo sarà la capacità di rispettare nel futuro i termini previsti dalla Direttiva Europea del 2011 e dalla normativa italiana di recepimento dello scorso autunno 2012, vale a dire i 30 o 60 gg.

Se ciò non avverrà (e i primi mesi di attuazione non sono confortanti), il rischio reale è quello che si riproduca la massa di debito pregresso e il problema che oggi si vuole risolvere si ripeta.

D: Cosa sta facendo A.C.I, Alleanza delle Cooperative Italiane, perché la ristorazione collettiva abbia il suo contratto di lavoro nel rispetto delle rappresentanze?

R: I soggetti imprenditoriali che operano nella ristorazione collettiva, fino ad oggi e tuttora, hanno applicato per la maggior parte il ccnl del settore commercio turismo. Tra questi anche CIR food, che rappresenta uno dei principali operatori di settore sul piano nazionale. Ciò non ha impedito l’emergere di esigenze peculiari della ristorazione collettiva, che potrebbero meglio essere risolte in uno specifico accordo contrattuale: su questo piano Legacoop Servizi sta lavorando, in ambito A.C.I, ed è aperto il confronto con i sindacati confederali.

D: Cosa propongono le centrali cooperative sulla normativa riguardante gli appalti pubblici?

R: La normativa sugli appalti pubblici è uno di quei segmenti di attività sui quali, come per i ritardati pagamenti, la nostra associazione si è maggiormente impegnata. Questo perché, innanzitutto, sono molte le nostre associate - tra cui CIR food - che operano e lavorano con il settore pubblico; inoltre, anche in questo caso, la produzione normativa è spesso poco chiara e contradditoria, quando non fortemente penalizzante per le aziende serie. Uno degli esempi più eclatanti è dato dalle modalità di assegnazione dei punteggi sul prezzo nelle gare con offerta economicamente più vantaggiosa (art. 286 del Regolamento attuativo): di fatto, si va sempre a privilegiare chi fa i prezzi più bassi, mettendo in difficoltà chi paga regolarmente il personale, ha capacità progettuale e rispetta le norme di sicurezza e qualità. Su questo problema abbiamo ricorso al Tar Lazio nel febbraio 2011, stante l’indifferenza di tante istituzioni che avrebbero dovuto essere sensibili al tema e che noi abbiamo inutilmente sollecitato: stiamo ancora aspettando che la causa sia calendarizzata! Ma questo ci porterebbe a ritornare a parlare dell’efficienza e della politica nel nostro paese e l’intervista diventerebbe troppo lunga.

Fabrizio Bolzoni è stato eletto Presidente di Legacoop Servizi, l’Associazione nazionale delle Cooperative di Servizi aderenti a Legacoop, il 20 marzo scorso. Bolzoni, nato a Traversetolo (PR) nel 1959, vanta un’esperienza ventennale nella cooperazione di servizi.